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Claudio Lenoci
Direttore, Ufficio ILO
per l’Italia e San Marino
La riunione dei direttori europei dell’ILO programmata per quest’anno a Roma si svolge in una fase di profonda riflessione e nuove prospettive per la nostra organizzazione.
La riforma delle Nazioni Unite come giustamente rilevato dal nostro Direttore Generale Juan Somavia implica l’attuazione di iniziative parallele all’interno del sistema multilaterale, nei singoli paesi, nei rapporti con i donatori e soprattutto verso maggiori sinergie ed azioni d’integrazione tra le agenzie del sistema delle Nazioni Unite.
L’ILO è sicuramente già in sintonia con questa strategia, come testimoniano l’accordo di febbraio siglato con l’UNDP proprio nella direzione del modello “of specialized agencies in delivering as one” ed altre iniziative analoghe intraprese nel recente passato come l’accordo ILO-FAO.
In tale contesto vorrei sottolineare l’importanza del polo UN agricolo alimentare di Roma costituito da FAO, IFAD e WFP che insieme costituiscono una realtà altamente significativa con cui interloquire anche nelle realizzazione dei “Decent work country programmes” in una prospettiva europea e quindi non solo italiana.
La sinergia e l’integrazione strategica imposta dalla riforma del sistema UN dovranno riguardare anche la capacità di ricercare maggiori integrazioni in casa nostra per realizzare una visione più comune del lavoro dei nostri uffici in una dimensione sempre più europea.
In tale contesto il futuro del Centro internazionale di Torino, centro di eccellenza per la formazione e tenuto in grande considerazione dalle autorità italiane come testimonia la visita e il discorso del Presidente della Repubblica alcuni mesi fa, merita un’attenzione maggiore proprio a partire dai nostri uffici europei ed un impegno sempre più grande per rafforzare le capacità formative dell’ILO e dell’intero sistema UN.
Anche quest’anno, come nelle precedenti occasioni di nostri incontri annuali, la riflessione sulle priorità indicate dalle presidenze europee di turno costituisce un punto fermo della nostra agenda. Quello che si evidenzia sempre più è la convergenza su alcune tematiche di fondo tra presidenze successive della Unione Europea ed è questa la ragione del contributo del Ministro del Lavoro italiano su di un tema, quello della “flexicurity”, destinato sempre più ad essere al centro del dibattito europea sulle prospettive della occupazione e sull’esigenza di una sempre maggiore armonizzazione di misure adottate dai singoli Stati per realizzare un lavoro dignitoso in grado di coniugare le richieste del mercato con la salvaguardia dei diritti dell’individuo.
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