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OTTOBRE 2004

Editoriale

Claudio Lenoci
Direttore Ufficio ILO
per l’Italia e San Marino

Un insieme coerente di politiche in grado di rafforzare tutti gli elementi di sicurezza del lavoro è il messaggio importante che emerge dal rapporto Economic security for a better world. Non vi è dubbio che viviamo in un’epoca in cui il dibattito mondiale su come creare maggiore occupazione e sul futuro del mercato del lavoro comporta preoccupazioni crescenti in tema di sicurezza soprattutto con riferimento alle giovani generazioni.

Il modello sociale europeo del quale siamo convinti sostenitori non deve essere assolutamente abbandonato di fronte alla crisi del welfare state e all’esigenza di ricalibrare e riformulare indirizzi di politica nuova in grado di contemperare l’obiettivo di creare maggiori posti di lavoro con quello di non abbassare le linee di difesa della sicurezza e della « percezione positiva » dei lavoratori sul proprio futuro.

La risposta sarà sempre di più nel trovare la giusta ricetta tra « flexibility and security » e la sfida dell’Europa non dovrà essere quella di adottare il modello statunitense ma di fare meglio degli americani che hanno aumentato il tasso di occupazione ad altissimi costi sociali.

In un mondo e in un mercato del lavoro ingessato da eccessiva rigidità e da tutele troppo sbilanciate su chi già lavora a discapito di chi non riesce a trovare occupazione, il problema da risolvere è come creare nuovi posti di lavoro senza aumentare le disparità tra le classi sociali e attutendo la percezione di insicurezza che accompagna soprattutto la vita lavorativa dei giovani e delle donne.

Da questo punto di vista non vi è dubbio che sia « il processo di Lussemburgo », che ha dato vita ad una nuova strategia europea per l’occupazione, che il Vertice di Lisbona hanno chiaramente indicato le linee guida per realizzare una virtuosa convergenza tra la giustizia sociale e la competitività.

Questa strategia incoraggia fortemente tutti gli Stati europei a indirizzare le risorse verso le categorie più deboli, le donne, i disoccupati, le categorie meno tutelate.

Il rapporto dell’ILO appare chiaramente in sintonia con gli indirizzi di riforma e di rilancio del modello sociale europeo ed è destinato a rafforzare gli orientamenti e le politiche tese a promuovere nuove condizioni di occupazione garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza e serenità nella vita lavorativa.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top