|
In poco tempo, il problema dell’HIV/AIDS nel mondo del lavoro ha assunto
sempre pił rilevanza: circa 40 milioni di persone in età lavorativa sono
sieropositive e da quando l’epidemia è scoppiata 20 anni fa, si stima che la
forza lavoro mondiale abbia perso 28 milioni di lavoratori a causa dell’AIDS.
Oltre agli effetti devastanti su un gran numero di donne, uomini e le loro
famiglie, l’epidemia incide profondamente e per diversi aspetti sull’intero
mondo del lavoro. Ad esempio la discriminazione nei confronti delle persone
affette da AIDS rappresenta una minaccia per i diritti fondamentali sul lavoro
e limita la possibilità di ottenere un lavoro dignitoso.
A seguito di consultazioni fra governi, imprenditori e sindacati l’ILO ha
adottato nel 2001 il Codice di condotta sull’HIV/AIDS e il mondo del lavoro.
Il codice ha come obiettivo quello di contenere la diffusione della malattia
limitandone l’impatto sul mondo del lavoro; tra i principi di fondo del Codice
figurano la non discriminazione, l’uguaglianza tra i sessi, un ambiente di lavoro
salubre, il divieto di imporre un test per l’HIV nelle procedure di assunzione, la
confidenzialità delle informazioni e la continuazione del rapporto di lavoro.
Il codice è diventato un punto di riferimento per tutti quegli imprenditori e
sindacati che si occupano di negoziare accordi sul tema dell’AIDS e il lavoro.
|
 |
 |
 |
 |